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25.10.13

Gravity, la recensione di un CAPOLAVORO


Il perché di questo ritardo mostruoso nella recensione è presto detto: qui in Francia il film è uscito nelle sale solamente il 24/10 e non ad inizio del mese come in Italia. Ohporcapaletta, bisogna aggiungere alla data di uscita se si è poco volari. Oporcodiaz se invece avevi la scuola elementare vicino al porto.
Venti giorni in più per vedere un film che in terra americhegna ha fatto un successo stellare e che in molti critici hanno etichettato non come capolavoro, ma come CAPOLAVORO-Tiè, e mo' beccate 'sti du' spicci.
Visto che stavolta le parole sono solo due parole due sulla recensione, si parte dal voto e dal parere.
Ebbene, Gravity è come la prima volta (parlo di quella cosa che si fa in due. In solitaria non vale).
Ti lascia una sensazione addosso che, cazzopè, non ti dimenticherai mai.
Al di là del fatto che possano piacerti o meno i film di fantascienza, ti possa stare sulla balle o meno l'uomo della Nespresso, o la rediviva Sandra (hai detto Sandro?), Gravity è un CAPOLAVORO che al cinema DEVE essere visto e DEVE essere visto in 3D (se avete cinque carte da aggiugere andatelo a vedere in IMAX).
Perché? Se mi seguite ve lo spiego in breve...